10 cose da sapere su clima e agricoltura

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Lo scorso anno se ne è parlato di continuo: Expo, Summit di Parigi sul clima, persino Enciclica papale. Il cambiamento climatico sembrava far paura, complice un’estate rovente in gran parte d’Europa e fenomeni meteorologici sempre più improvvisi e violenti.

Oggi il problema sembra essere passato in secondo piano, come se ci fossero aspetti ben più urgenti da affrontare. Eppure il clima non fa sconti, evolve, muta e presenta il conto, contribuendo a provocare instabilità economica e politica in ogni angolo del pianeta.

Ecco 10 cose da sapere sul clima e sulle sfide che pone all’agricoltura.

  1. Il 75% dei poveri nel mondo dipendono dall’agricoltura e dalle risorse naturali per il sostentamento quotidiano.
  2. La FAO stima che la produzione agricola mondiale dovrebbe aumentare del 60% per sopperire alla crescita della domanda di cibo, legata all’evoluzione demografica.
  3. Secondo l’IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) la resa dei raccolti potrebbe subire una diminuzione tra il 10 e il 25% a causa dei cambiamenti climatici.
  4. L’aumento delle temperatura degli oceani potrebbe ridurre fino al 40% la disponibilità di pescato.
  5. La deforestazione e l’impoverimento delle risorse vegetali è responsabile del 10-11% delle emissioni globali di gas serra.
  6. Circa 2/3 delle emissioni di gas serra prodotte dall’agricoltura sono riconducibili all’allevamento, responsabile del 78% delle emissioni di metano.
  7. L’allevamento potrebbe contribuire a ridurre del 30% le emissioni di gas serra se venissero adottate tecniche produttive innovative e sostenibili.
  8. Il cambiamento climatico può contribuire a diffondere nuove patologie legate al cibo.
  9. 1/3 del cibo prodotto non viene consumato: marcisce nei campi, resta sugli scaffali o nel frigo, finisce nella spazzatura. Uno spreco che ci costa 2.600 miliardi di dollari l’anno.
  10. Lo spreco alimentare è responsabile dell’8% delle emissioni di gas serra.
Disastri naturali e aspetti finanziari

Tra il 2003 e il 2013 il numero annuo di disastri naturali, inclusi quelli legati al clima, è quasi duplicato rispetto agli anni ’80. Dal punto di vista strettamente finanziario il clima avrebbe causato danni stimabili in 1500 miliardi di dollari, di cui circa il 25% riconducibili al settore primario. Siccità, alluvioni, tempeste hanno determinato perdite produttive notevoli, disoccupazione, fame. In tutto il mondo i mezzi di sussistenza di 2,5 miliardi di persone dipendono dall’agricoltura, ma solo il 4,2% dell’assistenza ufficiale allo sviluppo è stato speso, tra il 2003 e il 2012, per questo settore. Estremamente modesti anche gli investimenti per la riduzione del rischio: circa lo 0,4% dell’assistenza ufficiale allo sviluppo nel 2010 e nel 2011.

In Italia 111 euro danni annui ad ettaro

I Paesi ricchi, Italia compresa, non sono immuni dalle conseguenze del cambiamento climatico. Tra il 2003 e il 2012 l’agricoltura italiana (produzione, danni strutture e infrastrutture) ha subito, a causa del clima, danni stimati in 14 miliardi di euro, 1,4 miliardi l’anno, 111 euro ad ettaro l’anno. Tali danni rappresentano un fabbisogno riconosciuto, ma non completamente erogato, perché il contributo dipende dalla disponibilità finanziaria e non rappresenta quindi un dato di spesa pubblica. La siccità è l’evento climatico avverso al quale il nostro Paese, senza troppe distinzioni tra Nord e Sud, è più vulnerabile. Il 62% dei danni alle produzioni è stato causato proprio dalla mancanza di acqua. Dati che confermano la centralità dell’irrigazione e di una efficiente gestione della risorsa idrica in agricoltura.

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