La spesa in cucina? Si fa online

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Il frigo piange, è già tardi, fuori piove, non hai voglia né tempo di scapicollarti al supermercato? Nessun problema, ci pensa internet.

Stai per metterti ai fornelli e all’improvviso ti rendi conto con orrore che mancano un paio di ingredienti per la ricetta che volevi preparare? Nessun problema, ci pensa internet.

Sei stanco di mangiare sempre le solite cose, ma non hai la fantasia per cucinare nuove ricette? Nessun problema, ci pensa internet.

Abiti in città e sei stufo di assaporare frutta e verdura che sanno di plastica? Nessun problema, ci pensa internet.

Nell’ultima manciata di anni sono decine le APP, le start up o i servizi nati per rispondere alle esigenze culinarie di cittadini sempre più di corsa e sempre più esigenti, che però non vogliono rinunciare al piacere della buona tavola anche a casa. L’e-commerce culinario è sicuramente uno dei segmenti più vivaci del FoodTech perché riduce le distanze dal produttore, può far risparmiare soldi e soprattutto tempo.

Di seguito alcuni servizi utili:

Dal supermercato a casa

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Oltre ai servizi delle catene della grande distribuzione (Auchan, Carrefour, Esselunga, Coop e più o meno, in ordine sparso, tutte le maggiori insegne), che normalmente non garantiscono una consegna immediata, sono nati alcuni aggregatori per consegnare i prodotti entro un lasso di tempo brevissimo. Insomma, per le ultime urgenze.

Tra questi citiamo Supermercato24, l’Uber dell’alimentare, portale nato nel 2014 e che promette di consegnare la spesa a casa entro un’ora (o all’orario stabilito). Sul sito è possibile consultare offerte dedicate ed indicare il supermercato di “fiducia” dal quale si desidera acquistare. Il tutto per il costo di 4,9 euro. Il servizio è attualmente attivo in 300 comuni e conta circa 40 mila clienti.

Interessante anche la proposta del colosso Amazon, che, con l’arrivo del servizio Prime, si è lanciato anche sul prodotto fresco. Dalla sua parte la possibilità di sfruttare una rete di distribuzione capillare. A breve, si parla di settimane, dovrebbero essere proposti anche prodotti a marchio, proprio come i veri supermercati.

Dal produttore a casa

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Il più famoso è probabilmente Cortilia, il primo mercato agricolo online dove si possono acquistare prodotti freschi locali (non solo frutta e verdura, ma anche carne, formaggi, pesce etc). La start up nasce nel 2011 ed oggi è attiva in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Per chi fosse residente nella zona, basta entrare nel sito, fare la spesa con pochi click e aspettare circa 48 ore per avere prodotti selezionati.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Buon Fattore, per ora attivo solo nelle provincie di Milano e Pavia: anche qui si ordina sul portale da una lista di prodotti di cascine locali e si sceglie indirizzo ed orario di consegna.

Simile ma non identico Kalulu , che si basa sulla logica degli acquisti di gruppo. Nella pratica il portale mette in contatto l’offerta (produttori locali) e la domanda (consumatori), aggregando i consumatori per quartieri, zone. In questo modo è possibile fare ordini di massa e risparmiare sulla spesa. La logica è: più gente (del mio quartiere) ordina, più sconto ho. La consegna non avviene a domicilio.

Sembra invece un vero e proprio supermercato virtuale (con tanto di storie e interviste e visite in bottega) Foodscovery, mercato online delle eccellenze italiane che mette in contatto produttori e consumatori. Qui la spedizione viene effettuata dagli stessi produttori. Il portale è un “semplice” aggregatore.

E’ invece dedicato esclusivamente alla frutta e alla verdura (come suggerisce il titolo). Fruttaweb, che offre anche consigli su come valorizzare gli ingredienti in cucina.

LorenzoVinci: negozio online con offerte di prodotti enogastronomici italiani di qualità. Spedizione in 2-3 giorni lavorativi (gratuita per ordini oltre 60 euro).

Da chef a chef

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Non basta avere il frigo pieno. Bisogna anche saper cucinare, che vuol dire creare, immaginare, dosare, cuocere, preparare etc. Per i più intellettualmente pigri ci sono oggi veri e propri kit pronti all’uso.

Vediamone alcuni.

Quomi: start up premiata nel 2014 da Alimenta2Talent, incubatore del Parco Tecnologico Padano, consegna a domicilio un box con ingredienti freschi, già dosati e corredati dalle istruzioni per cucinarli. Ogni settimana si può scegliere sul sito tra diversi menù, che verranno poi recapitati il martedì successivo.

Fanceat: startup dell’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, offre un servizio a domicilio di ingredienti e ricette di menù di ristoranti che il cliente potrà replicare a casa in soli 30 minuti. La consegna varia dalle 24 alle 48 ore (tranne che a Torino, dove arriva in giornata).

Libertyfood: portale di food commerce ibrido, che offre anche la possibilità di ricevere a casa kit pronti per essere cucinati.

My Cooking Box: anche qui box con ingredienti dosati e ricette testate da chef (per ora solo primi piatti) pronte per essere cucinate. Si ordina attraverso Amazon o altri canali di e-commerce.

A questo punto non ci resta che scegliere. Resta solo un dubbio. Ma c’è mercato per tutta questa offerta? Le start up riusciranno a fare il salto o si trasformeranno in meteore destinate a sparire in poco tempo? E soprattutto: quanti di noi sono davvero disposti a pagare (alle volte a prezzo salato) la comodità?

Qualche numero

statistiche

Lo scorso anno gli italiani hanno speso 377 milioni di euro per acquistare cibo su internet, con un aumento del volume di affari del 15%.

La spesa di alimenti freschi a domicilio vale appena il 2% del carrello della spesa online e lo 0,2% del totale del food & grocery ma ha margini di crescita molto elevati.

La spesa media online per abitante in food & grocery è di 6 euro in Italia contro 58 euro negli Usa, 150 in Francia e 210 nel Regno Unito.

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