Agro Crowdfunding: dal foodtech al micro produttore

Una volta si chiedeva ai familiari, agli amici, agli amici degli amici.

Ora basta collegarsi ad internet, spiegare a grandi linee la propria idea e sperare che più persone la trovino abbastanza interessante da finanziarla con piccole o meno piccole somme. E’ questo, a grandi linee, il crowdfunding, raccolta fondi digitale e massiva.

Diverse società hi-tech, prodotti, film, dischi sono nati negli ultimi anni grazie a questo metodo. Qualche tempo fa fece notizia un ragazzo che riuscì a raccogliere 35 mila dollari per preparare un’insalata di patate, ancora più clamorosa la raccolta fondi su Inidiegogo per salvare la Grecia dal default, mentre ultimamente alcuni scienziati orfani della Nasa hanno cercato finanziamenti per una missione sulla luna.

Qualche dato

Stranezze a parte, il crowdfunding va preso sul serio: nel 2015 le raccolte fondi online hanno sfiorato i 35 miliardi di dollari nel mondo. Erano 16 nel 2014 e addirittura 6 nel 2013.

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica. Nel mondo anglosassone c’è un detto: le nuove  imprese sono di competenze di tre F: family, friends, foolish, cioè sciocchi, sprovveduti. Eppure i numeri non mentono e va sottolineato che anche prestigiose istituzioni, come il Louvre, hanno sperimentato questa formula per finanziare specifici progetti (in questo caso il restauro di un’opera d’arte).

Con il successo arriva anche la specializzazione

I portali di crowdfunding da generalisti cominciano a specializzarsi. Ci sono piattaforme per la scienza (es: Experiment), per la musica (es: Pledge Music) e da qualche tempo a questa parte anche per l’agricoltura e il food.

Agricrowdfunding

Abbiamo già detto su questo blog che l’agricoltura e il foodtech sono visti come il petrolio del futuro. Non passa un giorno in cui non esca la notizia di una nuova start up che promette di rivoluzionare il settore. Ma sappiamo che, anche per fare le rivoluzioni, servono i soldi.

Ecco allora alcune piattaforme alle quali possono rivolgersi gli imprenditori o gli agricoltori più smart.

AgfunderAgfunder: la più importante, in termini di capitali raccolti, è senza dubbio questa piattaforma di investimento americana. E’ riservata ai professionisti, non si possono fare piccole donazioni. I progetti vengono attentamente selezionati prima di essere pubblicati sul portale. Le cifre di finanziamento viaggiano sui milioni di dollari.

Sempre dagli Usa arriva Barnraiser, sito dedicato al sostegno della cucina locale dell’agricoltura biologica, delle produzioni artigianali, ma anche dell’educazione alimentare e ambientale. Si può decidere di sostenere le aziende che puntano sull’agricoltura sostenibile, i progetti ambientali comunitari (come gli orti urbani di quartiere), la diffusione di una corretta cultura dell’alimentazione sui media.

Myc4 è invece dedicata al sostegno dei piccoli agricoltori in Africa,  mentre Farmable aiuta gli allevatori: in cambio di denaro si diventa “proprietari” di una mucca e si ricevono piccoli doni.

In Francia Greenpeace ha lanciato una piattaforma per finanziare l’agricoltura “ecologica”, mentre in Italia è nato Greenfunding, il crowdfunding per la green economy.

A Milano, in occasione di Seeds&Chips, è stato invece presentato ufficialmente WoopFood, sito dedicato alle piccole realtà agroalimentari italiane. L’obiettivo della start up è duplice: aiuta i produttori a sostenere ed espandere la propria attività, dare l’opportunità al pubblico di scoprire nuovi prodotti artigianali. Si può donare da 5 a 2.000 euro e le ricompense variano da prodotti a esperienze in azienda.

Come funziona il crowdfunding?

Si pubblica la propria campagna su un portale (i più famosi Kickstarter e Indiegogo, ma ce ne sono migliaia) con la descrizione del progetto e la cifra da raggiungere. Chi trova l’idea interessante effettua una donazione. Nel caso in cui non si riesca a raccogliere la cifra richiesta, l’operazione viene annullata e i donatori vengono risarciti. I portali normalmente trattengono una percentuale per l’intermediazione che può oscillare tra il 3 e il 5% della cifra target.

Come vengono ricompensati i donatori?

Ci sono diverse forme di “ricompensa”: prodotti, azioni della società, pagamento di interessi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...